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venerdì 11 giugno 2010

Lupi sì, ma con la memoria

Con l'ultimo ululato di Amedeo/Ahmed, uomo dal passato oscuro ma un presente in cui è unanimemente stimato e amato da chi lo conosce, si chiude una breve parentesi di lettura, caratterizzata dalla forte quanto inattesa eco emotiva.
Se è vero come è vero (scientificamente provato e efficacemente divulgato dal biologo Marc Bekoff  nel suo La vita emozionale degli animali) che anche gli animali provano emozioni, allora gli "ululati umani" del protagonista di Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio di Amara Lakhous, non possono che farci stringere il cuore doppiamente: primo perché come i lupi siamo animali sociali e secondo perché siamo esseri umani ed abbiamo creato il passato. Non solo: un po' come Amedeo siamo "stranieri", giunti a Roma da sud, ed abbiamo imparato a conoscerla percorrendola (per dirla con l'efficacia di Pasolini) "a fette", attraverso continui andirivieni a piedi.


Col pretesto di svelare il mistero di un cadavere in ascensore, l'autore inscena un interrogatorio-confessionale che ci presenta da vicino (tutti parlano in prima persona) una folta schiera di personaggi diversi (la portiera napoletana, l'iraniano, il bengalese, l'algerino, il professore milanese, il barista romano, l'aspirante regista olandese, la badante peruviana etc.), accomunati solo da tre fatti: il condividere un condominio con ascensore nel quartiere etnicamente più contaminato della capitale; il condividere l'omertà su una morte che sembra non dispiacere  a nessuno; il condividere la certezza nello scagionare l'unico indiziato, Amedeo, scomparso subito dopo l'omocidio. In poche pagine si da voce e corpo ai pensieri, alle paure, alle manìe, alle aspirazioni, ai progetti, al dolore di chi è o si sente profondamente e irrimediabilmente straniero, straniero non solo nei confronti di un luogo, ma anche degli altri e in fondo anche di se stessi.

Uuuuh uuuuuuuh uuuuuuuuuuuh!
Col passato bisogna chiudere, chiudere assolutamente, anche se lui non chiude con noi e costa dolore il doverlo ogni volta che ritorna ricacciare indietro, rimettere al suo posto, per poter continuare a vivere oggi, per darsi un domani.


Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio
 Amara Lakhous
Edizioni e/o, 2006

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